Didattica

Cos’è la neve a polvere di diamante? IC Metar

neve polvere di diamanteE’ un fenomeno atmosferico poco noto quello che viene chiamato ‘polvere di diamante’ e si tratta semplicemente di una nuvola che si forma a livello di terreno composta da piccoli cristalli di ghiaccio. Tecnicamente, ossia nel codice METAR è contraddistinta come IC ma normalmente viene denominata ‘cristalli di ghiaccio’.
Si origina normalmente sotto ad un cielo poco nuvoloso e viene a formarsi solitamente in Antartide e nell’Artico anche se può originarsi in qualsiasi luogo dove sia presente una temperatura di alcuni gradi sotto lo zero. Nelle regioni del Polo, la polvere di diamante può essere presente per diversi giorni con una certa continuità e può essere erroneamente scambiata per nebbia in quanto nuvola che posa sulla superficie. Però si differenzia dalla normale nebbia per due aspetti: generalmente la nebbia è una nuvola formata da acqua in sospensione e, in secondo luogo, è abbastanza densa da ridurre notevolmente la visibilità. Nel caso  della polvere di diamante, invece, si tratta di un acqua in sospensione che si ghiaccia (preferendo luoghi dove l’inquinamento atmosferico è piuttosto evidente come a Fairbanks in Alaska) ma essendo molto sottile, non ha effetto alcuno sulla visibilità che non viene penalizzata dalla polvere di diamante perché ci sono meno cristalli presenti rispetto a quelli esistenti nello stesso volume di nebbia.
Nonostante sia raro, anche le nuvole composte dalla polvere di diamante possono provocare la riduzione della visibilità, in alcuni casi fino a 600 metri.
L’effetto scintillante causato dai piccoli cristalli di ghiaccio che riflettono il sole, danno origine al nome con il quale si identifica il fenomeno, ossia polvere di diamante per via del lampeggìo  tipico di questa pietra preziosa.
Meteorologicamente, i cristalli di ghiaccio di formano quando è presente una inversione di temperatura che miscela l’aria calda proveniente dal suolo con quella fredda che si trova in superficie e poiché l’aria calda spesso, contiene più vapore acqueo rispetto a quella fredda, questo mix può anche essere trasportato vicino alla superficie provocando l’umidità dell’aria vicino al terreno e se questo aumento di umidità è sufficientemente grande, può originare i cristalli di ghiaccio.
Le condizioni per generare la polvere di diamante sono quelle che la temperatura deve essere sotto allo zero, in caso contrario non si formerebbe. Scienziati hanno appurato che la polvere di diamante si forma con un clima che varia da 0° a -39°. Quando l’umidità aumenta di consistenza mette le goccioline di acqua liquida nella condizione di stare al di sotto del punto di congelamento e formando di conseguenza la nebbia, in un fenomeno conosciuto come acqua di sottoraffreddamento.

In zone ricche di piccole particelle nell’aria, frutto di inquinamento originato dall’uomo, oppure da fonti naturali come la polvere, le gocce di acqua sono particolarmente suscettibili e possono essere in grado di congelare ad una temperatura intorno ai – 10°. Al contrario, in zone particolarmente pulite dove non ci sono particelle di inquinamento che aiutino il processo di congelamento delle goccioline, queste possono restare allo stato liquido anche fino ad una temperatura di -39°.

Nevicata a polvere di Diamante in Finlandia

[vsw id=”J9WJdsTVeBw” source=”youtube” width=”565″ height=”400″ autoplay=”no”] Al Polo Sud, la polvere di diamante è alquanto comune a temperature di -25°.
Spesso, questa è associata con alcuni aloni intorno al sole (chiamati cani del sole) e anche ad altri fenomeni ottici correlati. Questo perché i cristalli di polvere di diamante si formano direttamente in cristalli di ghiaccio dalla forma esagonale e perché il loro processo formativo e piuttosto lento. Questi prismi sono in grado di rifrangere la luce in direzioni specifiche come alcuni aloni che possono essere scambiati per cirri anche se la polvere di diamante è in grado di creare visioni spettacolari agli occhi dell’osservatore.polvere diamante neve

Il fenomeno della polvere di diamante può essere visibile in ogni zona del mondo che presenta inverni rigidi, ma è più frequente nell’Antartide dove è un fatto comune tanto che, in uno studio del 1970 di Schwerdtfeger, è stato dimostrato che l’effetto della polvere di diamante è risultato presente per ben 316 giorni durante l’anno nella stazione antartica di Plateau. Un’altra ricerca di Radok e Lile stima che oltre il 70% delle precipitazioni cadute alla stazione di Plateau nel 1967, fu sotto forma di polvere di diamante.

A volte, questo fenomeno può causare dei problemi con le stazioni meteo degli aeroporti in quanto il sensore di visibilità e il nefoipsometro non sempre interpretano correttamente la polvere di diamante ma riportano semplicemente visibilità zero come in una comune giornata di nebbia, mentre agli occhi di un osservatore, apparirebbe come cielo sereno con visibilità illimitata.

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