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Lo strano caso delle valanghe che preferiscono l’Italia…

Passo lato francese2000 euro: questa, per l’Anas, la cifra sufficiente a causare il blocco dell’economia di un’intera valle, nel cuneese, lasciando praticamente senza lavoro quanti vivono di turismo, e non solo.

Un passo indietro: esiste una strada che collega Cuneo all’Alta Provenza francese. Quasi cento km, che possono essere percorsi in circa un’ora e mezza, a fronte di altri percorsi che triplicano o addiruttura quadruplicano i chilometri. Si potrebbe infatti attraversare il Tenda, o percorrere Bardonecchia-Grenoble-Barcelonette, ma si parla di oltre 500 km.

Questa strada è quindi di vitale importanza, ma da quasi 20 giorni non viene più sgombrata dalla neve che si è accumulata, in quanto i mezzi dell’Anas hanno smesso di pulire quella zona. Si aspetta, dicono, il parere della Commissiona Valanghe della Valle Stura, che giustamente si preoccupa della salute degli operatori… ma ufficiosamente pare che i tecnici non vogliano lavorare finchè non ottengono i 2000 euro di rimborsi spese accumulate da due anni a questa parte.

Questa  situazione ha provocato la chiusura del colle della Maddalena, e i comuni del circondario lamentano il crollo della presenza degli sciatori, mentre i sindaci inferociti ironizzano su collette da fare per raccogliere la cifra in questione. Anche il proprietario dello stabilimento Acqua Sant’Anna, Alberto Bertone,  spiega come la chiusura di questo valico pesi in maniera determinante sul prezzo delle bottiglie provocando non pochi problemi.

Certo è che le valanghe devono avere un debole per l’Italia, perché non appena si passa il confine le strade sono sgombre e i mezzi francesi hanno potuto lavorare senza problemi, battendo addirittura le piste di sci di fondo.

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