Didattica

Neve Artificiale

La neve artificiale è un prodotto non naturale che ovviamente si differenzia da quello che è il fenomeno atmosferico della neve. La  neve artificiale  si ottiene usando un cannone sparaneve che nebulizza dell’acqua liquida che sotto forma di goccioline d’acqua ghiaccia velocemente al contatto con l’aria che è ad una temperatura di circa -6 gradi o-7 ° gradi dando origine a cristalli di ghiaccio. Unendo l’acqua con l’aria compressa e poi refrigerando si otterranno dei nuclei di congelamento che poi diventeranno cristalli di neve. A questa miscela si unisce acqua vaporizzata. Vicino ai nuclei di congelamento l’acqua crea dei depositi dai quali poi si sviluppa la neve. I cristalli di neve cadono al suolo grazie alla forza di gravità.

L’assenza di vento è un fattore necessario per poter “sparare” la neve artificiale, con il vento infatti non si può creare l’effetto desiderato ovvero l’innevamento. Per avere buoni risultati la temperatura dell’aria deve essere inferiore a -4 gradi e l’umidità deve essere inferiore all’80%. Quindi è importante che l’aria sia secca e aria sia fredda ma se la temperatura è alta si può ugualmente procedere all’innevamento usando degli additivi che agiscono sulla temperatura alla quale l’acqua si ghiaccia.

L’uso della neve artificiale ha origine negli Stati uniti negli anni 50, poi negli anni 60 l’innevamento artificiale si è diffuso anche nei territori del Nord America. Solo negli anni 70 i cannoni spara neve sono stati impiegati anche in Europa.

Ormai quasi tutti gli impianti sciistici e di risalita sono dotati di cannoni sparaneve soprattutto per tentare di prolungare il più possibile la stagione turistica. Spesso, la neve artificiale serve a superare la mancanza di neve naturale ma questa tecnica prevede costi alti da un punto di vista economico e di impatto ambientale. L’acqua è fondamentale per tutto il processo di innevamento e vari studi hanno dimostrato che i consumi necessari aumentato per gli innevamenti successivi a quelli di base.

Un’altra risorsa che entra in gioco è l’energia anche se la in genere l’operatività degli impianti di innevamento riguarda le ore notturne, quando la richiesta di energie per gli usi civile è nettamente in calo. Inoltre, sul mercato sono presenti degli strumenti utili a ridurre i consumi di energia ottimizzando però i risultati.

Questione dibattuta resta anche l’inquinamento acustico che dipende dal tipo di impianto e dal tipo di tecnologia impiegata; anche per questo aspetto sono stati studiati degli strumenti che insonorizzano gli impianti più rumorosi.

La neve artificiale permette di isolare il terreno dal gelo che penetra fondo della cotica erbosa ma questo isolamento non è efficace quanto quello della neve naturale.

Tra i problemi dell’innevamento artificiale c’è la questione della creazione di nuovi impianti sciistici al posto di boschi e prati e lo sbancamento di terreni per creare dei bacini artificiali dove far confluire la raccolta dell’acqua.

Fra gli aspetti positivi dell’innevamento artificiale vi sono invece l’ampliamento della stagione turistica e l’utilizzo degli impianti sciistici in stagioni di solito poco favorevoli. Ricordiamo anche la protezione della cotica erbosa e l’ottima ricaduta economia delle zone montane.

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