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Passo dello Stelvio: neve non solo. Ciclismo, natura e sci tutto l’anno

Il passo dello Stelvio unisce la Svizzera, la Lombardia e il Trentino Alto Adige ad un’altezza di 2758 metri, allo Stelvio c’è il  ghiacciaio più grande di tutta Europa.

Il Passo dello Stelvio è ciclismo, natura e sci estivo. Gli impianti di risalita sul ghiacciaio sono aperti a partire dal 25 Maggio.

Questo comprensorio sciistico comprende più di venti chilometri di piste che vanno dai 2758 metri del Passo dello Stelvio fino ai 3450 del Monte Cristallo.

L’apertura degli impianti sciistici va da maggio a novembre e permette di sciare in un ambiente unico ed incontaminato. Invece, da novembre a marzo, gli impianti sono chiusi per cause di forza maggiore perchè è impossibile arrivare alla stazione da dove parte la funivia.

Allo Stelvio ha sede la scuola di sci di Pirovano, molto famosa e chiamata “l’università dello sci”. Sulle piste di questo grande comprensorio si esercitano tanti campioni ma anche tante appassionati che amano divertirsi e sciare circondati da vette maestose come le cime dell’Ortles Cevedale e il ghiacciaio dello Stelvio.

Lo Stelvio è chiamato anche Cima Coppi, perché ha fatto da bellissimo sfondo a memorabili gare di ciclismo. Infatti, il Giro d’Italia è passato fra queste cime ben nove volte . Coppi su queste alture vinse la maglia rosa e divenne per la quinta volta campione del Giro d’Italia.

In questo meraviglioso comprensorio anche tanta storia, come quella testimoniata dal museo che ha sede presso la Banca popolare di Sondrio.

Delle tre sale una è dedicata alla prima guerra mondiale e alle estreme condizioni a cui si dovettero abituare i soldati italiani. Le altre due sezioni riguardano il progettista della strada del Passo dello Stelvio, l’ingegner Carlo Donegani.

Sullo Stelvio, durante la prima guerra mondiale si sono fronteggiati a lungo gli schieramenti italiani e quelli austriaci. Il freddo, le condizioni di vita durissime non permettevano scontri aperti ma solo tentativi di avanzata. Le gallerie e i camminamenti, che ancora oggi sono visibili, sono stati ricavati dai soldati italiani che hanno lottato contro la neve, il freddo e spesso anche con un equipaggiamento non completamente adeguato ai rigidi climi.

Il Parco nazionale dello Stelvio è un’area protetta di ben 17 560 metri quadri dove si può osservare come l’uomo abbia modificato il paesaggio nel corso dei secoli.

L’enorme disponibilità di acqua ha permesso lo sviluppo di segherie e mulini, azionati con la forza idraulica. Invece a valle case, villaggi e campi che creano un paesaggio unico.

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